Ulteriori Miracoli

 
ULTERIORI MIRACOLI
IL REVERENDO ARCIPRETE CARUSO
 
Durante l'infierire dell'epidemia di febbre spagnola questo nostro solerte, Pio e dotto Sacerdote che da molti anni è Padre Spirituale della Congrega e gran divoto di Maria Immacolata, con sacrificio superiore ad ogni elogio, con slancio di vero Pastore, pronto a dar la vita per il suo gregge; solo, in una Parrocchia di oltre 5000 abitanti, non posò ne notte ne giorno per lungo tempo, per assistere e confortare i morenti, benedire cadaveri, condurli al Cimitero. Consigliato a precauzioni, egli non dette ascolto e continuò indefesso nell'esercizio diligente e costante del suo ministero. Non più giovane, soggetto a qualche malanno, egli non curò se stesso prodigando la sua energia a pro di tutti i colpiti. Ma un brutto giorno ecco la febbre spagnola impossessarsi pure di luì, e con tanta veemenza che fu ridotto agli estremi. Le cure affettuose e fraterne del Dr. Serrao non valsero a farlo migliorare: in preda a continui deliqui, perduta la coscienza, se ne temeva la morte fra la costernazione universale. Un giorno ebbe un momento di lucidità. Guardò vicino al capezzale un'immagine dell'Immacolata. Le si rivolse con fiducia dicendole: Vergine benedetta, io ho sempre zelato per il tuo culto ed il tuo onore! Non è il mio timore della morte e disubbidienza ai Divini Voleri, ma ti scongiuro per amore del mio gregge che in questi tempi procellosi, di guerra, di miserie, di lutti, rimarrebbe senza Pastore: benignati concedermi la salute! " - Pregato, tosto si assopì. Dopo tante notti insonni fu il primo sonno e il principio del miglioramento- Sì svegliò assai migliorato e guarì ben presto con stupore e contentezza di tutti- Continuò cori fervore a zelare il culto dell'Immacolata.
 
CALVIERI GIUSEPPE FU G. BATTISTA
 
Calvieri Gìuseppe fu G. Battista, tuttora vivente, era in America e lavorava sui binari di scambio per una linea ferroviarìa. Un giorno, all'improvviso, due treni in senso inverso si avvicinarono a grande velocità. Si vide perduto poichè tra i due binari ancora provvisori non v'era posto per una persona. Certo di rimanere schiacciato, invocò a gran voce la Vergine- I Treni passarono veloci, ma egli nemmeno se ne avvide-I compagni di lavoro, che con raccapriccio avevano assistito allo spettacolo, rimasero stupefatti di trovarlo sano ed incolume tanto da poter riprendere indisturbato il lavoro.
 
BURAGINA PIETRO FU DOMENICO
 
Buragina Pietro fu Domeníco, dopo alcuni anni di lavoro in America, si era formato una discreta posizione- Per invidia alcuni suoi emuli incominciarono a perseguitarlo sotto mille forme-Tra l'altro scrissero un giorno dall'America alla famiglia in Curinga che il loro Pietro era perito schiacciato da un treno, tanto che delle ossa si era potuto appena fare un piccolo cumulo. La famiglia addolorata prese il lutto e non poteva darsi pace. Senonchè la sorella Francesca, fervente Congregata, sembrò avere dei dubbi- Ne parlò con i suoi che ricorsero ad una santa donna, Teresa Carchedi, assai stimata in paese per le sue virtù, perchè pregasse Dio a voler far conoscere se realmente il loro congiunto fosse perito. Ma la pia donna rispose che nessuno meglio della sorella del presunto morto, Francesca , avrebbe potuto intercedere presso la Vergine per una rivelazione. La buona Francesca. allora di 45 anni, si dette a pregare fervidamente, quando un giorno, nel pomeriggio, affacciatasi alla finestra di casa sua, prospiciente alla Chiesa dell'Immacolata, nel dolore che l'angustiava, si rivolse alla Vergine dicendole:-Vergine Immacolata, Voi sola potete dare tregua al nostro affanno; degnate di farci sapere qualche cosa. "Ecco all'improvviso una luce smagliante farsi sull'alto del campanile di destra della Chiesa ed in mezzo ad essa, splendente e bella, la
Santissima Vergine Immacolata come è nella Statua, recando nelle mani virginee l'Ostensorio della Chiesa con entro, tra raggi brillanti, l'Ostia Sacrosanta, facendole comprendere che suo fratello viveva. Stupefatta la buona Francesca chiamò la Carchedi che era in casa sua indiziandole la visione. La Teresa si avvide dello stupore della sua amica alla quale la visione non dispariva ogni qualvolta dalla finestra mirava la Chiesa. La Francesca certa che il fratello viveva gli volle telegrafare. Se ne sparse rumore nel vicinato fu presa per pazza, poichè affermava che suo fratello era vivo basandosi sulla visione. Ma tutti dovettero ricredersi, compreso il confessore, allor quando giunse dall'America una lettera del fratello che era vivo e vegeto e che nessun pericolo aveva corso, tanto che pochi giorni fece ritorno in Curinga, dove vive ancora riverito e rispettato.
 
CORRADO ELIA FU PIETRO
 
Corrado Elia fu Pietro in un giorno del 1921 cadde in un burrone e a tarda notte fu ritrovato da alcuni che andavano a rintracciarlo, in fin di vita per commozione cerebrale. Le condizioni peggiorarono in modo che giunto agli estremi suo fratello, Arciprete di Acconia, gli recitava le preci dei morentí. Era la terza domenica di ottobre, quando si solennizza la Festa del l'Immacolata - Quando la Statua della Vergine passò dinnanzi alla sua casa, l'Arciprete si affacciò per offrire un voto dal balcone della stanza dove stava il morente. Al l'improvviso il morente aprì, gli occhi, riebbe la coscienza e ben presto guari. Riguardandosi per pochi giorni, mentre era domenica e stava a scaldarsi, udì chiaramente una voce che gli disse: "Questa sera, nella Chiesa dell'Immacolata ti uscirà in sorte l'abitino della Congrega - Sorpreso tacque e aspettò fiducioso Dopo la funzione in chiesa invano attese che qualcuno gli portasse l'abitino. Disturbato, al fratello Arciprete che lo interrogava, non volle dire la cagione. Ma al mattino una donna, Cherubina Minucci, tuttora vivente, gli portò l'abitino che, affettivamente la sera prima gli era uscito in sorte. Allora palesò lo strano fatto della voce che aveva inteso.
 
BIANCA ELIA FU FRANCESCANTONIO
 
Nel 1904, il Sig. Elia Bianca fu F.Antonio, si trovava gravemente infermo con broncopolmonite. Il figlio Amato, dolente per il sempre crescente timore per la perdita del padre, stanco da tre giorni di assistenza e di fervide preghiere, fu vinto dal sonno e si assopi. Ecco che la Vergine Immacolata gli si presenta nel sogno e lodando la sua pietà filiale lo assicura della guarigione del padre. Difatti, sebbene avesse già il rantolo della morte, il Sig. Elia Bianca guarì e vide, padre fortunato, progredita la famiglia e un figlio Sacerdote, ora Cappellano M. nel Duomo di Nicastro
 
GIAMPA’ VINCENZO FU PIETRO
 
Il Sig- Vincenzo Giampà fu Pietro, fervente congregato, nel giorno 8 dicembre del 1922, fu costretto durante le funzioni della sera a lasciare la Chiesa e recarsi alla sua abitazione- Nel traversare un suo magazzino, una botola che copriva il pozzo assai profondo e dalle pareti lisce in cui usualmente si conserva il grano, si sprofondò al suo passaggio ed egli cadde nel pozzo vuoto. Indolenzito, nel buio, spaventato, non trovava modo come uscire e barcollava in cerca di un appoggio per arrampicarsi, ma gli era impossibile. Si rivolse allora all'Immacolata perchè l'aiutasse e mentre tentava di aggrapparsi in qualche modo, una spinta misteriosa lo fece trovare salvo ad incolume fuori del pozzo. Egli ascrive all 'intercessione dell'Immacolata questo aiuto repentino e con il fervore di perfetto congregato dimostra continuamente la sua riconoscenza.