Partiti anche in Terza Categoria

Partiti anche in Terza Categoria
Un Sabato di derby.
 
E’ partito oggi il Campionato di Terza Categoria ed è subito derby a Jacurso.
Otto Gironi con ben cento (100) squadre iscritte delle quali però, non fa parte una squadra curinghese.
C’è comunque la Nuova Acconia, resiste la New San Pietro a Maida, raddoppiano addirittura le squadre messe in campo a Jacurso (Jacurso e Don Bosco Jacurso), è presente il San Pietro Lametino ma, Curinga centro, con la storica ed amata Libertas Curinga, molla definitivamente gli ormeggi.
I primi tentativi di ricerca delle motivazioni che hanno portato alla decisioni di rinunciare alla partecipazione a questo campionato, portano a difficoltà logistiche dovute al “non accatastamento dello stadio comunale Carlo Piro” che ha costretto la Lega a non dare l’OK a che si disputassero partite su questo terreno di gioco.
Com’è possibile se, fino a due anni fa si sono addirittura giocate partite di Prima categoria e finanche l’anno scorso si è disputato quello di Terza ospitando addirittura squadre che di campo non disponevano per disputare le loro partite?
Una semplice svista o . . . . qualcos’altro?
Eppure, il Comune di Curinga, dopo Lamezia Terme ha il maggior numero di abitanti (6800 circa) che non sono pochi, così come non poche sono state le professionalità che si sono succedute alla dirigenza dell’Amministrazione della cosa pubblica.
Evidentemente, chi voleva “Risollevare Curinga”, chi voleva “proiettarla nel futuro” e chi voleva rinnovarla in tutto e per tutto, non ha fatto in tempo a mettere mani a questo problema e si propone, come al solito, di risolverlo alle prossime elezioni amministrative.
A nessuno o forse, nessuno, si è mai interessato in modo adeguato alla soluzione del problema; sono stati spesi soldi per la trasformazione dello stadio, sono stati ricostruiti gli spogliatoi ma, guarda caso, a nessuno è venuto in mente di portare “una carta” a Catanzaro, per accatastare un bene di uso comune.
Architetti, Ingegneri locali e provenienti da fuori, profumatamente pagati, Geometri più o meno esperti ma, nessuno ha mai fatto caso che, lo stadio comunale mancava dell’accatastamento. Assurdo.
Se non erro, per tale operazione, gli enti comunali, non hanno nemmeno l’obbligo di pagare tasse per cui e a maggior ragione, il fatto è da considerarsi una vera e propria vergogna.
Agli sportivi curinghesi, non “resta che piangere”.
Accontentiamoci di ciò che “passa il convento”, e il calendario del Girone G di terza Categoria, di recente pubblicato, ha stabilito come inizio, due anticipi e altre quattro partite da giocarsi domenica.
Tra gli anticipi, udite, udite, spicca il Derby Jacurso – Don Bosco Jacurso. Una partita che si è disputata sul terreno di gioco di Maida e che ha divertito ed entusiasmato tutti i tifosi, divisi da un tifo di parte che però, non è mai degenerato.
Quest’anno, a Jacurso, iscrivendo due squadre nello stesso girone, hanno addotto una motivazione in più per i Jacursesi per seguire le loro squadre, divise solo dai colori sociali ma che sono invece accomunate nel promuovere la loro piccola ma efficiente comunità.
L’obiettivo dichiarato dagli addetti ai lavori è quello di cercare di dimostrarsi sportivamente superiori all’avversario, di essere squadra guida per la comunità portando sui vari terreni di gioco l’agonismo e la determinazione tali da consentire loro di prevalere, possibilmente nel girone ma soprattutto nei confronti degli amici-nemici della porta a fianco.
Il risultato maturato sul campo ha premiato l’esperienza e la migliore disposizione in campo del Don Bosco Jacurso che ha fatto sua la partita col classico risultato di 2-0.
I ragazzi di Mister Pileggi, esperto conoscitore del gioco e dei campi di gioco, hanno prevalso giocando di intelligenza una partita che potevano anche perdere.
I derby infatti, hanno sempre l’incognita del risultato finale che può premiare l’una o l’altra squadra, magari per un evento imprevedibile. Certe volte non basta giocare meglio degli avversari per vincere e questo, nei derby, si manifesta maggiormente.
Questa volta, la squadra del Don Bosco ha atteso che gli avversari si sfogassero, li ha controllati nelle varie sfuriate del primo tempo ed ha colpito nel secondo tempo con un uno-due che ha demolito ogni speranza di recupero degli avversari.
 
Er. Ga.