Nessuno vuole sposare La causa dello sport a Curinga.

Incredibile ma vero: Nessuno vuole sposare
La causa dello sport a Curinga.
 
Curinga 18-06-2011 –
 
Incredibile ma vero: la Nuova Curinga non riesce a sollevarsi dalle difficoltà in cui è precipitata dopo avere conquistato con grande onore il diritto di disputare il Campionato di Promozione.
Le riunioni indette a ritmo costante, non hanno ancora dato i frutti sperati e sistematicamente vengono partorite “fumate nere” che, nulla di buono fanno sperare.
 
Quando si programma una società ed un campionato di Promozione e, quando si decide di “sposare una causa”, lo si dovrebbe fare nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, ed in vece, la Causa dello sport, a queste condizioni, sembra non volerla sposare nessuno o, perlomeno, si pretenderebbe la piena salute e solo il bene e la buona sorte.
 
Purtroppo non è così e nella nuova programmazione, non si può prescindere dal pregresso perché questo fa parte della storia della società, e purtroppo, ripartire “con le mani pulite” così come sarebbe teoricamente giusto fare, non è possibile.
 
Uno stadio inefficiente, mancati contributi da parte di enti locali ed altro, hanno purtroppo, creato una situazione di handicap per la società, che sta attualmente per questo, soffocando le operazioni di programmazione futura.
 
Gli ostacoli incontrati sono tanti, a partire proprio da questo handicap pregresso, ma sembra un ostacolo anche la gestione imposta dall’attuale presidente.
Se ciò è di impedimento al raggiungimento di un accordo, allora lo stesso presidente è disposto anche a mettersi da parte e cedere lo “scettro del comando” a chi dimostra di voler costruire qualcosa di utile e di concreto per la squadra di calcio Nuova Curinga perché è questo che questa società merita.
 
I tempi, purtroppo, sono molto ristretti e bisogna cercare di darsi da fare perché, purtroppo, la Lega non fa sconti, e pretende che tutte le carte siano in regola prima di dare il definitivo assenso alla partecipazione al campionato.
 
E’ necessario uno stadio omologato con spogliatoi adeguati alla categoria, una stanza con bagno per una eventuale terna arbitrale femminile, una stanza dedicata alla infermeria, recinzione realizzata secondo norma, tribunetta per gli spettatori, vidimazioni per la messa in sicurazza da parte dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, del Comando dei Carabinieri  ecc., e          queste sono cose che non si risolvono dalla sera alla mattina.
 
Il Sindaco ha garantito la consegna dello stadio di Acconia per il 13 Luglio c. a. ed un contributo, non quantificato, a supporto economico della squadra. Speriamo che sia vero perché  finora, non si è visto nulla.
 
Purtroppo, nonostante la conquista della Promozione come primi classificati, da quest’anno, non si ha più diritto alla iscrizione gratuita al Campionato conquistato, per cui, entro il 16 (sedici) di Luglio bisogna racimolare circa 10.000 (diecimila Euro) per assolvere a questa partecipazione, ed in più, c’è da dare nel più breve tempo possibile, conferma a quei giocatori che faranno parte del nuovo organico della nuova squadra che si intende far scendere in campo.
 
Non è un problema da poco perché anche i trasferimenti sono vincolati al tempo, ed i giocatori vorrebbero avere un minimo di certezze sul loro futuro, così come è giusto che sia.
 
 
Abbiamo più volte fatto notare che in altre comunità, gli amministratori compiono salti mortali pur di salvare la loro squadra di calcio ed assecondare e promuovere le attività sportive locali; non si capisce perché tutto questo non è concesso ai nostri Amministratori.
 
Curinga vanta un primato di presenze di “gruppi e associazioni” difficilmente superabile da cittadina di pari o di superiore popolazione; circa trenta (30), comprese quelle politiche, ognuno dei quali con funzioni ben precise.
Tante associazioni, comprese quelle a carattere sportivo, che operano tutte in Curinga e che tendono a fare di Curinga un paese altruista e che “guarda al futuro”. Ogni settore, sia esso strettamente sportivo o sociale, morale o religioso, è scrupolosamente coperto, ben pensato e ben organizzato, efficiente ed operativo, ma nel contempo, legato esclusivamente al volontariato.  
Sembra che tutti i cittadini di Curinga siano coinvolti in almeno uno di questi progetti, donne comprese,  mentre per lo sport conquistato, che necessita maggiormente di interventi, anche economici, l’interesse ad esso riservato è minimo o inesistente.
 
In pratica, “Tutti vogliono tutto” (così come dice Renato Zero), ma non ci stiamo accorgendo che se non ci muoviamo tempestivamente per salvare il salvabile, tutto sarà perso irrimediabilmente.  
 
La presenza in questa comunità della Associazione Sportiva Dilettantistica Nuova Curinga, bisogna riconoscere, che ha portato gloria ad ogni livello, costringendo i quotidiani locali a parlarne costantemente se pur limitandosi ad esaltare una squadra ed una società che, tra mille difficoltà è riuscita a conquistare ciò che altre società, ancor più importanti di quella di Curinga, non sono mai riuscite a conquistare.
A fronte dei magnifici risultati sportivi conquistati, si vive attualmente una situazione di staticità operativa che, a parte qualche sporadico tentativo di intervento a favore dello sport, lascia passare l’oggi per fare arrivare il domani, senza porsi il problema del “tempo che passa”.
 
Per ciò che ha conquistato la squadra di calcio curinghese, siamo consapevoli che non c’è struttura adeguata sul territorio dove potere disputare le partite e nonostante tutto, gli amministratori, non fanno gli straordinari per potervi mettere una pezza e tentare di risanare la situazione.
Si sa che non c’è prospettiva futura senza la disponibilità di un Baget adeguato per la organizzazione e la programmazione societaria, così come non ci potrà essere futuro senza una struttura societaria all’altezza della nuova situazione che si è creata.  
C’è ancora indecisione circa la presenza di sponsor disponibili a sostenere questo nuovo progetto calcistico e non è ancora definita la struttura portante della nuova società; tanti i problemi e, tanti gli interrogativi ai quali non si riesce ancora a dare risposta.
 
Eppure, erano molti i tifosi ad esultare e ad applaudire le gesta di questa squadra cha ha conquistato la Promozione; molti sono stati i tifosi che, alla doppietta di Arcuri inflitta agli avversari del San Calogero e che ci ha proiettati nel calcio che conta, hanno provato una gioia indescrivibile, mai provata prima di allora; tanti sono stati i dirigenti che sono saliti sul carro dei vincitori, pretendendo tutti gli onori del momento, ma  senza avere mai assolto agli oneri di competenza.
 
La speranza è che non si sia esaurita del tutto la voglia di futuro da parte di coloro che credono ancora in questo sport, perché se così fosse, saggia diventa la decisione dell’attuale dirigenza di cedere il titolo a chi questo titolo lo ha inseguito senza mai raggiungerlo, e lasciare le sorti del calcio curinghese nelle mani di “non si sa chi”.
 
Se è quest’ultima eventualità a doversi concretizzare, allora tutta Curinga avrà dimostrato di avere dato un “Bel calcio al Pallone” rendendo evidente la sua incapacità a sapere gestire un evento che avrebbe potuto essere un ideale trampolino di lancio per la nostra comunità, verso nuovi orizzonti di civiltà.
 
Er. Ga