caduti il 27 agosto 1860.

Caduti il 27 agosto 1860.
Su una seconda lapide vi sono incisi i nomi dei caduti il 27 agosto 1860.
La terza lapide « Ai Due strenui Siciliani caduti anch'essi nel combattimento del 27-6-1848 dei quali fino i nomi ci ha nascosto avversa sorte in attestato di ammirazione e grato animo I Fratelli Calabresi 1873».
Gli atti n. 52, 53, 55 dei defunti dell'anno 1848 nella Parrocchia di Curinga si riferiscono a questa battaglia ed hanno riscontro parziale — a mio parere — ai nominativi della stele marmorea.
Il nominativo della stele GIUSEPPE DE FAZIO è, a mio parere, errato dovendosi leggere DE FEZZA GIUSEPPE, come all'atto n. 53 che per scrupolo trascrivo e inserisco in fotocopia : « Anno Domini 1848 die vero 27 iunii Curingae Joseph DEFEZZA vir... filius Thomae et Conceptae Fruci aetatis suae ann. 40 caruit omnibus Sacramentis quia occisus a Reggia Truppa in loco dicto Malia, animam Deo Reddidit, cuius corpus ab oeconomo curato d. Petro Bianca benedictum sepultum fuit in Ecclesia S. Mariae Gratiarum. Et in fidem. Vincentius Sgromo archipr. Curatus ».
Se poi è stato ucciso anche un De Fazio Giuseppe questi dovrebbe essere uno dei fratelli di Grazio De Fazio, Sambiasino o Nìcastrese (cfr. Cianfkme, Da Murat a Stocco, p. 21). Se è così i nominativi della stele sono incompleti e dovrebbero completarsi col nominativo Defezza « vir »... Concetta Piraino dal 23.11.1842.
D'accordo sul nominativo di Andrea De Summa, Curinghese come il precedente, ucciso in località Ciceri e seppellito alle Grazie (atto n. 52). L'atto n. 55 si riferisce a d. Giuseppe Mazzei che intervenne alla battaglia dell'Angitola con un reparto di Cosentini.
Fu ucciso dai Regi in località Scammaci. Vien detto di S. Stefano, e marito di donna (dalla graficorretta lo Sgromo è incerto sulle precise generalità della moglie del Mazzei. E' vero che il Mazzei è di S. Stefano. Siamo d'accordo con tutti gli storici con una doverosa precisazione. Don Giuseppe Mazzei e d. Vincenza Vecchi (Vesci) da Nicastro contrassero matrimonio 2 in Curinga, precisamente « domi » (in casa) per dispensa rev. mae Curiae Episc. Neocastrensis il 20 ottobre 1832. Presenti al matrimonio come testimoni don Saverio Rondinelli e don Francescantonio Bevilacqua e il parroco Ottavio Senese. Presentazione degli sposi: virgines (celibi) « Dominus Joseph Mazzei incola Terrae S. Stephani in Provincia Calabriae Superioris etc. ». Muscimarro è di Montesoro. Sconosciuti i due siciliani. Memorande le gesta del siciliano più giovane, un ragazzo di appena 16 anni. Un soldato con un colpo di sciabola gli tagliò la testa. L'ostessa della taverna Bevilacqua, invece, fu squartata perché aveva osato opporre resistenza. Ma le donne umili non hanno gli onori dei monumenti.
Chi volesse ulteriormente documentarsi è invitato a leggersi le circolari e i bollettini del Comando Generale di Salute Pubblica della Calabria Ultra seconda e del Comitato Centrale. Alcuni bollettini (il n. 5 per esempio) sono datati Curinga, 12-13 giugno 1848, alle ore 5 dì notte.
I caduti della parte opposta (cfr. O. DITO, La Rivoluzione Calabrese del 48 « furono tutti raccolti e fatti seppellire in una chiesa campestre dal Pievano di Maida che ne solennizzò i funerali ». Esclusa la Chiesa delle Grazie dove furono seppelliti i Nazionali, la chiesa cui si riferisce il Dito dovrebbe identificarsi nella cappella dedicata a S. Liberata ubicata, l'unica, tra gli ulivi di Campolungo, dove io celebrai una delle mie prime messe (21 sett. 1942).