Guerra Mondiale 1915-1918

 Guerra Mondiale 1915-1918

II 28 giugno 1914, a Serajevo, la pistolettata di Gravilo Prinzip, freddava l'Arciduca d'Austria Francesco Ferdinando ed erede dell'Imperatore. La sua eco raggelò l'Europa. Il 23 luglio fu la guerra: la paventata rissa generale era ormai scoppiata. Si mobilitarono gli eserciti e su sollecitazione dei Pastori di anime, si mobilitarono gli oranti e le forze della carità. Pio X non ha resistito: moriva a meno di un mese dalla «funestissima guerra... alle, cui conseguenze — diceva — nessuno può pensare senza sentirsi opprimere dal dolore». Benedetto XV si premurava di ordinare all'arcivescovo di Colonia: «Soccorri i feriti senza distinzione di religione e di Patria».
In Italia nonostante i disordini provocati dalle fazioni politiche, e, forse, anche per questo, e il terremoto di Avezzano ed i conseguenti grossi problemi, la fazione degli interventisti spingeva il governo a rompere con la Triplice e di passare con le armi a fianco dell'Intesa, previa promessa di ottenere il Trentino, il Tirolo meridionale, Trieste e la Dalmazìa. Io, nascendo (1916), mi trovai da questa parte: mio padre volle che col nome di famiglia mi portassi, almeno negli atti ufficiali di rilievo, i nomi di Trieste Trento. ( II 24 maggio 1915... l'esercito marciava.
Era costituito dalle classi 1876, 77, 78, 79, 80, 81 e dai soldati di leva della classe 82.
I maggiorenni di Curinga erano interventisti. L'Amministrazione attuava le piccole cose ordinarie e spingeva lo sguardo anche al futuro. Le cose ordinarie: acquisto petrolio per l'illuminazione pubblica, manutenzione stradale, sistemazione fontanine di Notar Cola e Tre Canali, acquisto clarini e piatti per il corpo musicale, casse da morto per i poveri, nuove cripte al cimitero (cfr. Delibere).
Le cose straordinarie: carrozza per il servizio postale, pratica per l'acquedotto, mutuo per il costruendo edificio scolastico (lire 132.404). Il lavoro di segreteria aumenta1 e alla vigilia dell'entrata in guerra (22 maggio) il Consiglio Comunale delibera di chiedere un vice segretario.
Dal 24 maggio in poi, all'amministrazione si aggiungono altre gatte da pelare. Primo in ordine di tempo: il medico Pietropaolo Francesco è chiamato per il servizio militare; ne resta uno solo, insufficiente per un comune di cinque mila abitanti; ed anche il secondo potrebbe essere chiamato. Il 28 maggio 1915, con decorrenza 1.6.1915 e per due mesi, viene affidata la supplenza al medico condotto di S. Pietro a Maida dott. Antonio Catalano e per il secondo dott. Antonio Ferraro, medico condotto paesano, si chiede l'esenzione dal servizio militare. La proposta è fatta dal Consigliere Giuseppe Cirianni e accolta dai 13 presenti. Tra gli assenti i consiglieri chiamati per il servizio militare.
Altri problemi ordinari nel periodo straordinario: approvvigionamento di grano, panificazione e distribuzione; sussidi alle famiglie dei richiamati; lievitazione dei prezzi; approntare locali e pagliericci per i possibili profughi; personale per alcuni di questi servizi (confronta Delibere dei Consigli Comunali periodo 1915-18 presso l'archivio comunale). Per la ripartizione dei generi alimentari, «ha fatto quanto di meglio si poteva, con grande disinteresse e commendevole spirito di patriottismo per accontentare le esigenze del pubblico, il maresciallo a riposo Giuseppe Tagliati».
Per i materassi lo specialista in questo genere (veniva chiamato «u matarazzaru») Vono Giuseppe fu Giuseppe. Ricompensa per manifatture e filo lire 8,65. Al Tagliati lire 60, oltre lire 15,45 per spese trasporto, sacchi ecc.
Alle famiglie dei militari era stato demandato il compito e il privilegio dalle Autorità militari stesse di confezionare, dietro ricompensa e fornitura della materia prima, indumenti di lana per i soldati.
Ecco le mercedi corrisposte: sciarpe da lire 1,40 a L. 1,70 ciascuna; calze al paio da 0,50 a 0,70; manichini da 0,40 a 0,80 al paio; ventriere da 1,20 a 1,50; ginocchiere al paio da 0,60 a 0,80; guanti al paio 0,70 a 0,90. (Cfr. F.U. p. 147, sett. 1915). Mons. Giovanni Regine, sollecitato a ciò dalle Autorità predette, ha caldeggiato l'attuazione in tutte le parrocchie della sua Diocesi di Nicastro. Venne attuata in Curinga per l'interessamento combinato dell'amministrazione comunale e dall'arciprete curato don Vincenzo Caruso.