Le Origini

LE ORIGINI

Lo Sport dilettantistico in Calabria ha origini ben precise e molti hanno saputo raccontare, con acuto ingegno, le gesta dei nostri atleti ed i luoghi dove per primo si è diffusa tale passione.

E' d'obbligo ricordare che, nella città di Siderno, in Provincia di Reggio Calabria, viene fondata nel 1911 una delle prime Società Calcistiche della Calabria e ancor prima di questa data (Inizio del Secolo) si giocava sempre in questa città il Football praticato da Marinai Inglesi nei loro frequenti scali nel porticciolo del luogo.
Sono gli albori, gli inizi di una attività che nel tempo ha saputo trovare spazio e larga diffusione.
E Noi? Di certo più modesti ma sicuramente Intraprendenti.

IL GIOCO DEL CALCIO A CURINGA: L'INIZIO

La passione per il gioco del Calcio, a Curinga, esplose negli anni venti.
Parecchi giovani, che per ragioni di studio erano andati in Città, avevano ivi conosciuto il gioco ,e se ne appassionarono.

Anche quelli che andavano a prestare servizio militare, Cominciarono ad interessarsi del calcio. Se era un gioco che appassionava i giovani, non dagli anziani era ben visto; era considerato un perditempo, un consumo di scarpe e di indumenti; ma pian piano si persuasero che era meglio tirare calci ad un pallone che frequentare le Bettole o coltivare altri vizi.

Il primo Pallone incantò i giovani; si cominciò a giocare nel Piano delle Aie, allora pascolo cespugliato, nei punti ove era possibile.

Pioniere del Calcio, animatore fu Vincenzo Perugino di Pietro Giovanni e di donna Lucia Gatti.

Venuto a Curinga con i genitori già emigrati in Brasile, da Belo Horizonte, con sé portò l'entusiasmo per il calcio, che ivi aveva praticato giovanetto assieme a vari ragazzi poi venuti in Italia quali campioni di quello sport (p.es. Fantoni ed altri).
In seguito venne dall'Argentina, presso suoi parenti tale Michelino Trovato, anch'egli appassionato di calcio.

L'entusiasmo cresceva di giorno in giorno per cui si pensò di fare un campo di gioco: si eressero le porte,senza reti, si fece il campo secondo le misure regolamentari ,ma purtroppo, per la scarsezza di mezzi, con pendenze accentuate ed un fondo assai irregolare.
Pur nondimeno si ebbe più spazio per il gioco, per cui subito si formò una seconda squadra, con elementi più giovani, che fu, negli anni a venire, il polmone per la prima squadra che via via assorbiva i più combattivi e maggiormente quelli dotati di una certa tecnica

Allora i giocatori avevano, nei vari ruoli, i nomi Inglesi: I terzini: "Becchi" per cui: "Becco destro e Becco sinistro"; I Mediani:"Alfa" per cui: "Alfa destro, Centr' Alfa, Alfa sinistro".

Gli altri giocatori erano chiamati con i nomi attuali: Portiere, ala destra, mezz'ala destra, mezz'ala sinistra, ala sinistra.

Il primo portiere del Curinga fu un Napoletano che, venuto qui, vi aveva impiantato un noleggio di biciclette.

Nel giro di qualche anno lo sostituì Mimy Lo Russo, che per il suo stile, il suo piazzamento, la sua eleganza fu detto "Combi".

Vari furono i giocatori, ma l'ossatura della squadra era costituita da Perugino, quattro fratelli ed un loro parente, tutti dotati di una certa tecnica.

Agli inizi, i più, privi di qualsiasi visione di gioco, i più senza nessuna tecnica, furono degli animosi che si avventavano sulla palla e cercavano con l'impeto e l'agonismo di sospingerla quanto più lontano dalla propria porta con l'intento, s'intende, di battere l'avversario.

Non si facevano i rapidi passaggi e gli scambi veloci; ciò che più entusiasmava era il dribbling e chi era dotato in questa specialità, finiva con lo sfiancarsi innanzi tempo, dato il maggior dispendio di energia che comporta il dribblare uno o più avversari e, quindi, tenere a lungo la palla.

Pian piano le nuove leve si affinarono nel gioco, ma fu per i più una ascesa lenta, perchè non si disponeva di parecchi palloni, con cui i giocatori potessero esercitarsi individualmente in palleggi, scarti, tiri in porta, ecc.

Acquistare un Pallone era impresa ardua: i ragazzi giocavano con palle di stracci, ben legati con spaghi.

Per economia si costruivano per la prima squadra palloni fatti a mano nella bottega del Calzolaio Sebastiano Piraino, che dava la sua opera gratuitamente, ma, non potendo reperire in loco pellame idoneo, le palle per lo più si deformavano.

Anche le scarpe furono fatte a mano da Andrea Perugino e sempre gratis.

Agli inizi si giocava con scarpe da campagna, per lo più chiodate, pesanti, e quindi poco adatte per un gioco basato sulla velocità e sugli scatti fulminei.
I tempi passarono e si provvide a maglie e scarpe con i soldi procurati dalla locale Filodrammatica , diretta dal Maestro Vincenzo Sestito e dall'allora segretario politico don Gregorio Senese.

Il gioco migliore per le acquisizioni tecniche dei giocatori; spesso si disputarono partite amichevoli con le squadre dei paesi vicini. L'agonismo fu sempre in crescendo. La prima partita ufficiale fu con la vicina Maida.

Vinse il Curinga per 1 a 0. Il gol decisivo lo fece Domenico Anania fu Giuseppe fu il primo gol ufficiale nella storia del calcio di Curinga.

Crebbe ancora l'entusiasmo e i ragazzi pure si organizzarono e formarono una squadretta che fu detta dei "Boys ad imitazione dei "Ballon Boys" di Baloncieri che, avendo smesso di giocare, allenava i ragazzi del vivaio del Torino.
Baloncieri fu per il suo periodo il più grande giocatore Italiano ,che assieme al terzino De Vecchi, detto il figlio di Dio, avevano molto valorizzato la Nazionale Italiana. De Prà, Magnozzi, Libonatti, i Cevenini, Stabile, Baloncieri, ecc.; erano sulla bocca di tutti gli sportivi. Cominciarono a circolare i giornali sportivi sia quotidiani: "La Gazzetta dello Sport", " Il Mezzogiorni Sportivo", il "Littoriale", nonché i settimanali illustrati: "Tutti gli Sports", "La Domenica Sportiva", il "Calcio Illustrato". Seguirono tempi più entusiasmanti con le prestazioni anche in campo internazionale di Giuseppe Meazza, considerato il più grande calciatore Italiano e a cui è dedicato il campo di San Siro, in Milano.

A Meazza si affiancarono grandi giocatori e di grande talento e prestigio: Orsi, Monti, Cesarini, Bernardini, Ferraris IV,Pitto, Colombari, Fenari, Combi, Rosetta, Calligaris, Monzeglio, Gasperi, Schiavi, Levratto, Sallustro, Allemandi, in seguito Piola, ed altri.

Il Curinga si batté contro squadre più titolate come la Vigor Di Nicastro, La Garibaldi di Monteleone, e sempre ben figurò per agonismo e il pubblico per sportività.
Il pubblico faceva un tifo appassionato, campanilistico, intenso e, tranne qualche intemperanza tra persone, fu un pubblico corretto.

Gli anni più significativi per il calcio furono gli anni trenta. Si fondò la società sportiva con Presidente il Dott. Diego Zimatore, sostenitori il Podestà Dott. Bernardo Bevilacqua, il Sigg. Giovambattista LoRusso, i componenti della Filodrammatica, il maestro Vincenzo Sestito, don Gregorio Senese, Sebastiano Piraino, e tanti altri....
Si continuarono ad organizzare partite amichevoli con le squadre dei paesi vicini ed il più delle volte, anche i giocatori andavano in trasferta a piedi; c'era una processione di tifosi che si recavano, di volta in volta, a Maida, Jacurso, Filadelfia. Con la "Giovinezza" di Nicastro si stabilì una vera fraternità sportiva.

Va ricordato l'allora capitano della "Giovinezza" Ciccio Colloca, che era spesso ospitato in casa del Sigg. Pietro Giovanni Perugino.

Venne la guerra, cessò il gioco del Calcio, i più furono chiamati alle armi.
Nel dopoguerra, con la caduta del Fascismo, e il sorgere di nuovi partiti, vi fu un sovvertimento Politico, per cui si accesero rivalità ed intemperanze fra i cittadini....
Dei ben pensanti capirono che il gioco del Calcio poteva affratellare di nuovo la gente di Curinga: e così si formò una nuova squadra di calcio, con innesto di giocatori della vicina Nicastro, per sopperire a chi si era invecchiato o ancora languiva nei campi di prigionia.

Fu una squadra che con le sue vittorie tenne alto il nome di Curinga.
Si partecipò anche al Campionato di Promozione ,giocando con squadre di un certo valore calcistico: Palmese, Oppido, Nicastro ed altre.

Vinse il campionato e l'entusiasmo salì alle stelle. Si sopirono gli odi Politici. Il Calcio per Curinga, fu come la vittoria di Bartali al Giro di Francia.
Il calcio comportava spese che spesso erano sostenuti da pochi benestanti, che pur di vedere il Paese tranquillo, allentavano i cordoni della borsa.
Si viaggiava con un Camion dell'Avv. Francescantonio Perugini che lo dava gratuitamente anche rifornito di carburante; si era ancora allo stadio Pioneristico, ogni viaggio era un'avventura e spesso una vittoria.

Si continuò così per parecchi anni ancora, e se l'entusiasmo andò scemando pur nondimeno il Curinga fu iscritto nei Campionati della FEDERCALCIO per Dilettanti e sempre ben figurò

 
   Giulio Perugino

Formazione dell'U.S. Curinga nella prima partita ufficiale disputata contro il Maida e vinta per 1 a 0 con rete di Anania Domenico:
1) Panzarella Antonio;

2) Truglio Eugenio;

3) Pacileo Andrea;
4) Cefaly Giuseppe;

5) Serrao Amato;

6) Perugino Mario;
7) Anania Giovanni;

8) Sestito Emanuele;

9) Perugino Vincenzo;
10) Anania Domenico;

11) Belgio Francesco (Marasco)


Il Sig. Giulio Perugino, al quale si deve questa cronistoria, si è fatto più volte promotore verso le varie amministrazioni succedutesi, di una iniziativa tendente a far intitolare lo stadio Comunale di Curinga al Sig. Perugino Vincenzo in quanto vero pioniere e portatore del Calcio a Curinga.