Intervista al Presidente Giuseppe Trovato

Il Prof. E. Gaudino Intervista il presidente

Giuseppe Trovato.

1) Inizio con i miei personali complimenti per il successo ottenuto che ci ha consentito di chiudere la stagione in modo fantastico e con una promozione in categoria superiore.

Domando: vi eravate prefissi un obiettivo del genere ad inizio campionato?

R. La ringrazio ma i complimenti spettano in primis a questi ragazzi che hanno fatto tanti sacrifici per ottenere col cuore questo risultato. Il primo anno la squadra era stata creata con l'obiettivo di riportare il calcio e la passione per esso in questo comune che ha sempre occupato un ruolo importante nel calcio locale, riportare entusiasmo e creare un diversivo costruttivo nella comunità ma vedendo le potenzialità della squadra e con i play off raggiunti abbiamo pensato che apportando qualche piccola modifica la promozione era possibile e così è stato. In particolar modo risolvendo il problema portiere con l'arrivo di Michienzi.

2) Il fatto che i cugini dello Spartans Acconia abbiano raggiunto per primi in questa stagione il traguardo della promozione, le dà fastidio o bisogna essere, da Curinghesi, orgogliosi e contenti per questo doppio traguardo Libertas- Spartans?

R. Come lei ben sa sono cresciuto in un paese qui vicino, San Pietro a Maida, ma vivo in questo paese da più di 10 anni e lo sento mio come ogni altro cittadino di conseguenza avverto anche io una certa competitività ma avrei messo la firma ad inizio anno per far promuovere entrambe le compagini ma a parti invertite ma purtroppo non sempre nel calcio la squadra più forte arriva prima. Se questo non è stato possibile, comunque, la colpa è solo nostra, qualche calo di concentrazione ha causato qualche pareggio di troppo, quindi complimenti a chi è stato costante tutto l'anno e complimenti alla Libertas per la stagione positiva, ricordo che è stata la

squadra imbattuta per quasi tutto il campionato. Orgoglioso di tutti loro.

3) Qual è lo slogan che si addice di più ad un Presidente giovane, di una squadra giovane e di un paese ricco di tradizione sportiva: vinca il migliore, vinca la Libertas o vinca lo sport?

R. Direi vinca Curinga, perché quando si vince in una realtà così piccola come la nostra vince l'intera comunità. La società, la squadra, i tifosi sempre presenti anche in trasferta, le attività commerciali che hanno contribuito. Una vittoria della squadra di paese è motivo di vanto per ogni singolo cittadino, smentendo e facendo ricredere anche chi non ci aveva creduto.

4) A prescindere dal prestigioso risultato che ha conquistato la Libertas Curinga in questa

stagione sportiva 2015-2016, quali prospettive si aprono per il futuro di questa squadra?

Sicuramente attualmente sulle ali dell'entusiasmo le prospettive sono ambiziose ma credo che mantenere una certa costanza per gli anni che verranno sia già un buon traguardo alla nostra portata con un po' di impegno e tanta buona volontà. Da milanista quale sono mi piace ricordare l'intervista al presidente Berlusconi trasmessa di recente, diceva di sognare una squadra di soli calciatori italiani, sa qual èil mio? mi piacerebbe un giorno raggiungere la prima categoria e giocarvi con una squadra di soli curinghesi perché ho sempre pensato che questo paese disponga degli elementi giusti per affrontarla e fare bene.

5) Qual è stato secondo lei il vero punto di forza di questa Libertas?

R. Credo che il vero punto di forza sia stata l'umiltà di questa nuova giovane società sulla quale nessuno avrebbe mai scommesso. Inoltre avere una rosa completamente curinghese credo che abbia inciso moltissimo, sicuramente l'attaccamento alla maglia non potrà mai essere lo stesso di

un altro calciatore anche con delle eccezionali doti tecniche, perché quando si gioca col cuore gli stimoli e le forze vengono da soli in campo.

6) Non posso esimermi dal dire che certe frasi volgari dette e sventolate a tutti i venti durante la finale col Falerna e rivolte verso giocatori e tifosi avversari, personalmente, non mi sono piaciute e non le ho gradite. Non pensa che in questi frangenti è più redditizia una corretta sportività che un eccessivo e violento agonismo, soprattutto sugli spalti?

R. Oltre ad essere dirigente di questa società sono anche il primo tifoso, sono sempre in prima fila in curva quasi come un capo-ultras e le posso assicurare che in quei momenti purtroppo il tifoso si lascia coinvolgere e condizionare dalla partita, incitando la squadra con cori di ogni genere. Sono d'accordo con lei e le faccio la promessa di cercare di migliorare anche questo aspetto per distinguerci in modo civile oltre che sportivo.

7) Ne conviene che la carta vincente di questa squadra sia stata la miscellanea vecchio-nuovo che è sempre scesa in campo? (Michienzi, Vasta, Russo, Riga da una parte e Trovato Vincenzo, Gabriele Loberto, Francesco Ruscio, ...dall’altra)

R. Trovare la giusta alchimia tra le giovani promesse e i calciatori affermati è stata un'arma in più e in questo sicuramente mister Vasta ha il merito di aver compiuto un lavoro eccellente, grazie alla sua esperienza calcistica e alle sue nuove capacità tecniche. I nostri calciatori affermati che hanno disputato tanti campionati, vincendone anche, hanno sicuramente fatto la differenza in più di qualche occasione e le nostre giovani promesse hanno sorpreso tutti dando prova delle loro qualità garantendoci grandi speranze per i prossimi anni. Così come anche nella dirigenza, fondendo le idee di noi giovani con l'esperienza e la saggezza dei dirigenti più grandi che sono rimasti e coinvolti dal nostro entusiasmo danno ancora la loro parte.

8) A giudicare dal numeroso pubblico presente per la finalissima giocata contro il Falerna e vinta meritatamente, pensa che questa squadra è rientrata nei cuori degli sportivi locali?

R. Credo proprio di si, soprattutto perché come ribadivo prima, tutti giocatori del nostro paese. I tifosi hanno assistito domenica dopo domenica all'evoluzione di alcuni elementi e di tutta la squadra, l'hanno vista nascere, compiere i primi passi e raggiungere questo sogno. Ognuno ha il proprio beniamino e sono sicuro che lo sosteranno anche nella prossima stagione con calore ed affetto.

9) E’ prevedibile un futuro di gloria per questa formazione o è solo da augurarglielo?

R. Innanzi tutto auguro un futuro glorioso, è normale che le vittorie portino entusiasmo, inoltre credo che questa squadra abbia tutte le carte in regola per ottenere grandi risultati in futuro se continueremo tutti insieme ad impegnarci mantenendo sempre la giusta umiltà accompagnata da un po' di ambizione.

10) Quali sono le difficoltà logistiche che si incontrano nel portare avanti una squadra di calcio a Curinga?

R. Le difficoltà è inutile nascondere che ci sono, ci sono state e ci saranno. Il problema economico è il primo, ormai partecipare anche in queste categorie di basso fondo è diventato assai costoso, negli ultimi anni sono aumentate tasse d'iscrizione e di gestione. Il nostro stadio richiede manutenzione costante e questo aggiunge altre spese e a volte i contributi degli sponsor non bastano. Queste spese purtroppo danneggiano molti paesi limitrofi che non riescono ad iscrivere la propria squadra, costringendo così chi ci riesce con sacrifici ad effettuare trasferte molto lontane e dispendiose.

11) E’ vero che i meriti di ciò che si è conquistato sono da spartirsi equamente tra tutto lo staff tecnico, dirigenziale e

gruppo giocatori, ma se dovesse ringraziare qualcuno in particolare, a chi rivolgerebbe il suo grazie?

R. Beh io sono grato a chi ci ha dato una mano a farci partire due anni fa, a tutti i dirigenti che hanno lavorato sodo in questi due anni, molto più di me, io sono qui a ricevere complimenti ora, ma c'è gente che merita una statua per il lavoro fisico e mentale svolto, soprattutto nell'ultimo anno molto stressante, ringrazio il mister che è riuscito a mantenere sempre unito lo spogliatoio e soprattutto ringrazio i più "grandi" che hanno aiutato il mister in questo arduo lavoro. Senza fare nomi ringrazio quindi chi ha dato l'anima per questa squadra impegnandosi al massimo sia nella dirigenza che nella squadra e anche persone esterne senza pretendere nulla e senza mai lamentarsi, solo per amore e passione per questo sport e per questo paese.

12) Se dovesse fare il nome di un suo calciatore che si è distinto particolarmente, non solo per il gioco proposto ma anche per il comportamento e la sua disciplina sportiva, quale nome farebbe?

R. Chiedo scusa a tutti ma il mio pupillo quest'anno è stato Gabriele Loberto soprannominato ormai "biondo", il primo giorno che lo vidi allenarsi dissi: questo piccoletto sarà titolare... E' un ragazzo disciplinato sia fuori che in campo, composto, puntuale e serio. Ha delle doti tecniche naturali che solo pochi possiedono. La cosa che mi ha colpito di più è stata quella di vederlo sempre calmo in campo, come se giocasse da tantissimi anni senza mai andare in panico, senza avvertire la pressione dei grandi di questa categoria. Sono felice che il primo goal lo abbia segnato in finale, è stato il premio di un anno di sacrifici e lo meritava assolutamente. Credo che regalerà in futuro molte gioie ai tifosi e a se stesso.

13) Lanci un appello alla popolazione sportiva di Curinga e faccia capire cosa si aspetta da loro per garantire il futuro a questa squadra.

R. Il mio invito è quello di continuare a sostenerci perché per raggiungere altri risultati importanti dobbiamo essere tutti uniti e darci una mano l'un l'altro. Oltre ai contributi economici abbiamo bisogno di sostengo morale e non critiche distruttive, presenza alle partite e tanto calore intorno. Sono sicuro che ormai questa squadra occupa un po' di spazio nel cuore di tutti e riceverà il giusto supporto. Gradirei, in futuro, con enorme piacere anche una maggiore collaborazione da parte dell'amministrazione comunale fino ad ora poco partecipe al nostro progetto. Sicuramente il nostro comune non vive tempi di vacche grasse e ci sono cose più importanti alle quali pensare ma mi auguro che presto la situazione possa cambiare porgendo un ausilio a questa squadra.

14) Cosa servirebbe a questa squadra per confermare la sua qualità: uno o più innesti importanti in squadra; una maggiore dedizione negli allenamenti o una maggiore fiducia da parte di tutti gli sportivi locali lasciando inalterata la rosa giocatori?

R. Questa è una domanda che dovrebbe fare al mister, lui deciderà se dovranno essere apportate delle modifiche e quali, io posso dirle solo che le basi ci sono e sono solide, abbiamo elementi con esperienza che hanno giocato sempre in categorie superiori. Credo inoltre che i giovani che abbiamo a disposizione che sono cresciuti tanto, continueranno il loro percorso di crescita e diventeranno ben presto dei punti cardine di questa squadra.

15) Quale augurio formulerebbe per un futuro glorioso per questa squadra?

R. Il mio augurio è quello di vedere questa squadra crescere, vorrei che la dirigenza e la squadra che hanno iniziato da zero non perdano pezzi negli anni, anzi migliorino e aumentino la qualità per mantenere e far crescere ancora questa giovane società, solo così potranno essere raggiunti gloriosi risultati, ad maiora semper!!!