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Sant'Elia Vecchio



SANT'ELIA VECCHIO

Il Convento Basiliano (S. Elia Vecchio):

In zona Castellano - Corda esistono i ruderi del Convento Basiliano detto S. Elia Vecchio, di cui una parte ancora in piedi è costituita dai resti della Chiesa della quale si conserva l’Abside quadrata in base e rotonda in elevazione, con cupola Bizantina; contigua all’abside verso Sud vi sono a piano terra fondazioni in muratura per un vano lungo m. 12 + 5 sui quali posavano le pareti della Chiesa originaria.
Seguono ancora ruderi che indicano locali necessari alla vita dei frati e ambienti per la raccolta delle derrate prodotte dalla attività agricola dei frati stesi. Tutta la costruzione è stata fatta con pietre di cava e malta ordinaria senza alcun mattone e gli archi a tutto sesto sono stati costruiti con pietre piatte.

Nell’interno dell’abside, alla base della cupola, esiste un fregio a carattere curvilineo con sottostante cornice a gola diretta.

Non si notano altre decorazioni o pitture, certamente scomparse attraverso il tempo. Sono i ruderi del Convento che dovette costituire per secoli l’unico faro di luce, di civiltà e di cultura in questa vasta zona.

Nelle adiacenze del vecchio Convento esiste qualche pianta secolare di ulivo di qualità “carolea” innestata sull’oleastar. Sono queste piante vestigia della attività agricola dei frati? È probabile.
Per avere un ricordo ne abbiamo riprodotta qualcuna a bianco e nero e poi a colore che conserviamo unitamente al disegno dei ruderi (Vedi riproduzioni in appendice).
Ciò abbiamo fatto nella certezza che la mano dei vandali distruggerà questi preziosi avanzi abbandonati a se stessi, nonostante il nostro interessamento presso le autorità competenti e la segnalazione su varie Riviste Letterarie.

Questo monastero appartenne alla Provincia di Sicilia fondata dai Carmelitani del Primo istituto nel 1472 annesso alla Provincia di Calabria per Decreto di Benedetto XIII, trasferito poi a Curinga esistette fino al 1809 dove ora sorge il Santuario del Carmine.

I religiosi attingevano l’acqua potabile da una sorgente denominata “Vrisi” (etimo greco: sorgente) dove dal loro frate Elia hanno fatto piantare un platano che dopo tanti secoli esiste ancora; è di grandi proporzioni, vegeta bene per quanto abbia il tronco vuoto che può ospitare dieci persone in piedi, è alto più di dieci metri.

In queste contrade i monaci Basiliani, conservando il Rito Greco e seguendo la regola del Grande Patriarca, organizzarono l’agricoltura avendo ottenuto vaste estensioni di terre.
Costituite le France e le Cellule secondo i loro sistemi, queste divennero fattorie che introdussero quanto più era possibile l’attività agricola. A questa attività che portava il benessere materiale alla gente sparsa e priva di direzione tecnica, univano le attività culturali e nella solitudine si dedicavano agli studi letterari e teologici. Sceglievano fra gli elementi locali più intelligenti quelli che dimostravano tendenza allo studio e ne formavano dei religiosi.