Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo
La "Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo" è stata istituita con una Direttiva, del 1° dicembre 2001, del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Con questa ricorrenza, l’8 Agosto di ogni anno, si vogliono richiamare alla memoria i sacrifici dei lavoratori italiani nel mondo e far conoscere e valorizzare il tributo da loro apportato in terra straniera sul piano sociale, culturale ed economico.
La storia dell'emigrazione italiana è stata segnata da tragedie come quella del crollo della miniera di carbone a Marcinelle, consumata proprio l'8 agosto del 1956, che costò la vita a 262 minatori, tra i quali 136 italiani. Frutto di un accordo bilaterale tra Italia e Belgio, manodopera contro fornitura di carbone, migliaia di giovani italiani emigrarono in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone. Inutile descrivere le condizioni di lavoro e i soprusi a cui questi lavoratori furono sottoposti: basta ricordare che chi si rifiutava di scendere nelle miniere veniva arrestato con l’accusa di rescissione unilaterale del contratto di lavoro. Dopo la tragedia il governo italiano fu costretto ad intervenire e ad occuparsi delle condizioni in cui vivevano i lavoratori italiani.
Molte sono, nella storia dell’emigrazione, le tragedie che hanno avuto tra le vittime lavoratori italiani: Monongah, Dawson, Mattmark, tutti incidenti minerari in cui migliaia di lavoratori italiani hanno perso la vita. Non bisogna dimenticare gli italiani vittime di linciaggi, conseguenza di un razzismo esasperato, soprattutto negli Stati Uniti, dove gli italiani erano considerati una razza di mezzo molto vicina ai negri. Agli inizi del 900, inoltre, in West Virginia e altri stati d’America, lo scontro tra i minatori e i proprietari delle miniere fu durissimo rasentando, in alcuni momenti, veri atti di guerra civile e gli italiani, dapprima considerati lavoratori “crumiri”, poi divennero protagonisti di queste battaglie pagando un tributo altissimo di vittime e di ritorsioni. I lavoratori italiani all’estero hanno abitato le periferie del mondo e , con il loro lavoro e i loro immani sacrifici, hanno contribuito allo sviluppo e al progresso dei Paesi che li hanno ospitati. Il mio invito personale è che l’8 Agosto, ognuno d noi trovi due minuti di raccoglimento e di preghiera da dedicare a tutti questi lavoratori che dobbiamo considerare nostri fratelli.
Mimmo Curcio

