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Non solo Curinga 3-8-2010

Maida. In centro infissi in alluminio e rifacimento di edifici in cemento armato anziché in pietra
Patrimonio storico in degrado   Di ANTONIO CILIBERTO

 

MAIDA 3-8-2010 - Le numerose se­gnalazioni e sollecitazioni di urgente intervento, inviate dalla sezione catanzarese di Italia Nostra, hanno indotto il soprintendente per i beni storici-artistici e etnoantropologici della Calabria, Fa­bio De Chirico, a prendere visione dei beni comuni ed ec­clesiastici maidesi.
Nel centro storico si è regi­strato rispetto alla conser­vazione del patrimonio edili­zio e monumentale una serie di brutture che si sono rea­lizzate nel corso del tempo: infissi in alluminio e il rifaci­mento di edifici in cemento armato anziché in pietra. Se­condo l'alto funzionario, «manca una politica cultu­rale di manutenzione e di salvaguardia costante e un modo di operare sinergico fra i vari attori interessati alla tutela del territorio». Per quanto riguarda i siti di pro­prietà ecclesiastica si regi­stra una maggiore attenzio­ne; molte sono le opere spo­state dalle chiese più fati­scenti alla Chiesa Madre per garantire una maggiore conservazione. Rispetto a palazzo Vitale si evidenzia una grave situazione di stal­lo, nonostante i vari sopral­luoghi effettuati dai funzio­nari della soprintendenza, con varie tracce storico-artistiche abbastanza degrada­te.
Si possono ancora recupe­rare in parte le tele dipinte nei soffitti mettendole in sicurezza e attendendo la ri­strutturazione del palazzo per esser ricollocate. Si è comunque stabilito che le superfici dipinte saranno di­sinfestate, consolidate e messe in sicurezza traspor­tandole in luoghi più idonei, con la prospettiva di attivare una serie di ricerche di fi­nanziamenti per la sua ri­strutturazione. Su sollecita­zione di Alessandro Ciliberto, giovane architetto maidese, nonché componente di Italia Nostra, che ha molto a cuore le sorti del patrimonio storico locale, è stato visitato anche " II Castello" per il rin­venimento di un dipinto mu­rale. Premettendo una og-gettiva carenza di fondi, il soprintendente ha eviden­ziato come «la Calabria pos­sa avere una marcia in più, dettata dal fatto di poter usu­fruire di fondi europei gesti­ti a livello regionale», per­tanto invita le amministrazioni locali e gli enti ecclesia­stici a fare una programma­zione di salvaguardia, pun­tano i piedi e concertando con la regione affinchè i fon­di siano destinati a questo ti­po di interventi. In tale direzione, la soprintendenza è pronta a fare la sua parte sia progettuale che tecnica. Fa­bio De Chirico, nel biennio di presenza, registra una serie di carenze da parte del terri­torio riguardo alla tutela, conservazione e valorizza­zione. «Si continuano a rea­lizzare restauri non autoriz­zati, ulteriore problema è quello di creare una reale cooperazione tra i vari attori istituzionali, la cosa peggio­re è che in Calabria si continua a procedere ancora in maniera solitaria, non es­sendoci una reale progettazione da parte di Regione, Province, Comuni, Soprin­tendenze e Università e se non ci sarà un'inversione di rotta molte risorse andran­no perse». L'auspicio è che il nuovo corso di politica re­gionale crei un tavolo di con­certazione idoneo a garanti­re fatti e non parole.

Il Quotidiano