In Prima Pagina 4-4-2010
A rischio è la devastazione del litorale
CURINGA - Le ragioni del loro voto contrario all'approvazione da parte del consiglio comunale della relazione istruttoria del progetto di massima di un complesso turistico - alberghiero nella località litoranea Sirene, previa variante del vigente Piano regolatore generale, sono state spiegate dai diretti interessati, i consiglieri di minoranza Maria Sorrenti e Domenico Michienzi, nel corso della seduta consiliare sull'argomento.
Per la costruzione del complesso sarebbe utilizzata un'area di quasi 77 mila metri quadrati a valle della Statale 18, a ridosso della pineta di Sirene, fra l'alveo del torrente Randace e la via comunale "Strada nuova". Secondo Sorrenti, poiché «l'accoglimento della richiesta va ad incidere profondamente e in maniera irreversibile sul territorio comunale», ogni decisione va inserita «in un quadro più generale di programmazione del territorio. Le aree sub-litoranee presentano grandi potenzialità di sviluppo e le iniziative», ha detto, «non possono inseguire le richieste pur legittime e rispettabili di singoli cittadini, ma devono essere il risultato di una programmazione studiata e accurata, tenendo presente che il territorio è un patrimonio unico e irripetibile».
Sorrenti ha sottolineato di non nutrire alcuna «avversità preconcetta verso la richiesta o verso i richiedenti». Nel sottolineare che il Piano regolatore (Prg) destina all'attività turistica vaste aree a monte della pineta, sebbene le indicazioni dello strumento urbanistico non siano dogmi e si possano modificare, ha osservato che sia naturale che ogni cambiamento venga recepito dal redigendo Piano strutturale comunale.
Poi un quesito al civico consesso: «Se accogliessimo l'attuale progetto», sono parole della consigliera di minoranza, «domani potremmo bocciare analoghe richieste su aree analoghe e limitrofe? Potremmo trattare i cittadini in maniera difforme, usando più pesi e più misure? Oppure l'amministrazione rinuncia, inseguendo le iniziative singole, a pensare e a progettare lo sviluppo armonico del territorio? Certamente dobbiamo favorire e incentivare le iniziative economiche che possano portare sviluppo e ricchezza ai nostri cittadini, ma non possiamo essere leggeri nell'uso del territorio, consapevoli che eventuali nostri scempi li pagheranno i nostri figli e tutte le generazioni future».
Per Sorrenti l'accoglimento della richiesta di realizzare il complesso turistico - alberghiero in deroga potrebbe essere la premessa di ulteriori edificazioni su aree analoghe (zona F) all'incirca fra i torrenti Randace e il Turrino, oltre a quelle previste dal Prg, con la sola esclusione dell'area umida "Rollo". Un aspetto su cui riflettere, per Sorrenti. Per la quale edificare da Torre Mezzapraia al Turrino non rappresenta lo sviluppo del comune. Da qui il suo voto contrario. «Sarò favorevole», ha concluso, «nel momento in cui la stessa richiesta o altre siano inserite organicamente in un piano di sviluppo ragionato».
Il consigliere Michienzi ha voluto sottoporre all'attenzione dell'assise cittadina considerazioni tecnico-giuridiche e politiche. Ha evidenziato come la redazione del Prg abbia dato grande importanza alla fascia costiera, individuando un'ampia area «da destinare a zona turistica, a ridosso della Statale 18, all'insegna della concentrazione e non della diffusione sul territorio e individuando come compensazione a questa scelta urbanistica l'ampliamento della pineta attuale (parco pubblico di progetto)».
La proposta della costruzione del nuovo resort varierebbe, ad avviso del consigliere, «l'assetto urbanistico del territorio, diminuendo le aree destinate all'ampliamento della pineta a mare e incrementando l'area destinata a zona G (espansione turistica), stravolgendo di fatto l'attuale funzione del Prg. Altro elemento degno di nota», ha aggiunto Michienzi, «è che il nostro comune ha in itinere il Piano spiaggia, strumento obbligatorio per regolare l'accesso e la fruizione del litorale».
Il consigliere ha fatto rilevare pure che la legge urbanistica regionale «prevede che le variazioni degli strumenti urbanistici siano consentite solo nel caso di progetti di opere pubbliche o d'interesse pubblico, con destinazione di insediamenti produttivi, che siano oggetto di finanziamento pubblico, e che in ogni caso debba essere dimostrato che lo strumento urbanistico vigente non preveda aree sufficienti per l'intervento proposto. Condizioni che non si riscontrano», ha puntualizzato, «nella proposta progettuale in esame». Voto contrario.
Fonte: gazzettadelsud.it
