Il punto sulla attività svolta
Maggioranza consiliare compatta
Non nega comunque che ci sono state frizioni all'interno del gruppo
A poco più di due anni di distanza dalle elezioni con le quali l'attuale compagine amministrativa ottenne di gestire per un quinquennio il Comune, il sindaco, Domenico Pallaria, fa il punto sull'attività svolta. Che non è stata esente da critiche. In proposito sostiene che un solo addebito possa essergli mosso, «quello di non aver efficacemente comunicato e dialogato con i cittadini per rendere evidenti e noti i risultati ottenuti».
Quanto alla situazione politico-amministrativa «in questi due anni ci sono state frizioni all'interno del gruppo di maggioranza. Sei consiglieri avevano dato vita ad un gruppo autonomo lo scorso marzo. Il gruppo si è assottigliato a tre nel successivo mese di aprile, a seguito di un non riuscito tentativo di sfiduciare il sindaco, mandandolo a casa. Si è ritenuto opportuno, allora, informare i cittadini. Da cui si è ottenuta una fiducia inimmaginabile». Pallaria aggiunge che «esistono una maggioranza consiliare compatta, che intende proseguire il suo lavoro, e una giunta coerentemente determinata al raggiungimento di obiettivi chiari. C'è un sindaco - sottolinea - che, non avendo alcun ruolo da tutelare (né comunale né regionale), è fermamente intenzionato di portare avanti un progetto di cambiamento anche attraverso le sollecitazioni che provengono da chi la pensa diversamente o è dichiaratamente all'opposizione». Per Pallaria l'attuale «esperienza amministrativa ha l'obbligo di proseguire nell'interesse della comunità e nel rispetto dell'immane lavoro realizzato fino ad oggi».
Sui risultati conseguiti, sull'attività amministrativa afferma di non potere accettare il giudizio secondo il quale il suo operato si sia contraddistinto solo sotto precisi aspetti: l'aumento delle indennità di sindaco e assessori («non risponde assolutamente a verità, percependo un'indennità pari alla metà del sindaco precedente»); l'affidamento di incarichi professionali e consulenze a forestieri e di servizi, quale il trasporto scolastico, a ditte esterne; l'assunzione a tempo determinato di geometri e vigili urbani; la concessione di contributi a enti e associazioni "amiche"; la copertura di posti vacanti in organico con "pubblici dipendenti in mobilità". Pallaria rivendica, invece, «il lavoro fatto per rilanciare Curinga in un contesto fuori del suo territorio», a cominciare dalla costituzione dell'unione intercomunale "Monte Contessa", di cui Curinga è comune capofila (un «processo politico importantissimo»), fino alla soluzione del problema della depurazione nel comprensorio. Al riguardo il sindaco rimarca come uno schema di convenzione approvato dal consiglio comunale curinghese sia stato preso ad esempio dalla Regione, per proporlo a tutti i comuni costieri che sversano in depuratori consortili.
Le problematiche della comunità curinghese, sempre a detta di Pallaria, sono state affrontate «con un'impostazione culturale diversa da quella inculcata e praticata nell'ultimo quindicennio. Si è voluto incidere sulle problematiche sapendo individuare le criticità per poterle rimuovere, anche con decisioni o scelte criticabili in nome della politica». Ancora una sottolineatura del sindaco: «Quest'amministrazione si è imposta di lavorare in silenzio; di anteporre il programma al progetto; di decorare i siti pubblici con i risultati ottenuti o da ottenere a brevissimo tempo». Poi una constatazione: «Evidentemente questo modo di lavorare, questa modalità di porsi sono sbagliati, perché effettivamente portano ad accrescere il distacco dalla cosa pubblica, alimentato dall'assenza di qualsivoglia forma di aggregazione che limita le energie positive, soprattutto nei giovani), lasciando spazio a parecchi nostalgici».
Ma gli interventi realizzati «rendono evidenti, a dispetto di tutto -conclude - i risultati di un impegno costante e straordinario».
Giovambattista Romano
Gazzetta del Sud
