Notizie di Prima Pagina
 
5-02-2012 La Libertas Curinga perde, in pieno recupero contro la capolista Atletico Maida Libertas Curinga - Atletico Maida 1-2 // 15-01-2012 Così il direttore dell’Asp di Catanzaro incontrando i sindaci del Lametino ed in merito alla recente approvazione dell’atto aziendale Mancuso: “Non dividiamoci sulla sanità” // Lamezia Terme (Cz) 07 Gennaio 2012 Riparte la scuola di Dottrina sociale della Chiesa // 06-01-2012 Sanità: i sindaci del Lametino pronti a fare le barricate 06-01-2012 Benigni inaugurerà quarantesimo anno accademico all'Unical Ad attore conferita laurea honoris causa in filologia moderna // 05 10 2011 La Croce sul Monte Contessa. // 07 09 2011 Papa Benedetto XVI a Lamezia Terme // 30 7 2011 Curinga Intestate le strade a chi ha dato un contributo alla comunità Sei persone che non si possono dimenticare // 5-5-2011 - Una Promozione tra i Pali. Chi - Come - Quando: Andrea Michienzi // Zio Peter Racconta Il Santuario del Carmine e le Processioni di Curinga //
 
Clock
Ulti Clocks content
Biblioteca
Cultura Scienza Tecnologia
Un Proverbio al Giorno
Speciale Mondiali 2010
Traduci Italiano-Dialetto Curinghese
Archivio del Sito
Foto di altri Tempi
Banner
Cerca
Previsioni Meteo
Foto dei Ricordi
Immagine casuale
il-pioppo.png
Contatore

Peso economico e valore della Piccola Impresa Agro-forestale

La Piccola Impresa Agro-forestale in Calabria si configura come un'azienda a conduzione familiare specializzata nella coltivazione di prodotti agricoli, nella silvicoltura e nell'allevamento del bestiame agricolo con ogni attività connessa nel continuo rispetto della natura e per la soddisfazione del consumatore per i suoi prodotti trattati con il metodo inalterato tradizionale delle tecniche del lavoro.

L'esercizio della piccola impresa, pertanto, si differenzia da quella delle altre categorie d' impresa che svolgono un'attività economica esercitata al solo fine della produzione o dello scambio di beni e servizi.

Le differenze esistenti si concentrano su due caratteristiche essenziali: 1) l'organizzazione,che si caratterizza per i minori collaboratori esterni, per il minore impiego di capitale e quindi di risorse; 2) lo scopo, che è di produrre prodotti di qualità. Quindi l'identità della piccola impresa agricola e quella della media e grande impresa è ben distinta ed anche se costituisce di fatto la stessa entità economica resta sostanzialmente diversa.

La piccola impresa agro-forestale ha rappresentato nel tempo un riferimento significativo per le attività produttive della Calabria tanto da essere ancora oggi presa in considerazione negli acquisti di tanti consumatori che visitano il nostro territorio. Certamente nei tempi odierni, per esigenza di mercato, tali produzioni come quella agrumaria, olivicola da mensa e da olio, i vigneti e da frutta, vanno migliorati attraverso appositi lavorazioni con interventi fattivi di collaborazione con Enti di ricerca, in modo che la nuova e futura produzione diventi certa ed orgogliosa della sua storia. Per ottenere questi risultati occorre, da subito, pensare ad una riorganizzazione delle produzioni in modo che si possa esplicitare ed attuare non solo l'antica esperienza contadina calabrese nelle pratiche colturali ma anche l'applicazione di risorse tecnologiche recenti, aventi come unico beneficio il miglioramento del prodotto finale con scarsi residui di fitofarmaci.

Una forma di nuova impresa sicuramente è quella della costituzione di nuovi e appositi Consorzi Calabresi con la finalità di promuovere in vari modi tale miglioramento sempre in ossequio alle vigenti Leggi o Statuti. I risultati di tali consorzi dovrebbero essere: 1) creazione di nuove linee tecniche di coltivazione; 2)miglioramento dei prodotti finali; 3)incremento delle informazioni di politica agraria;4) scambio continuo di esperienze maturate tra i piccoli imprenditori.

Una seconda fase che dovrebbero realizzare i Consorzi è che questi, per superare nel modo migliore le anomalie esistenti nel comparto agricolo regionale, originate dall'abbandono dai suoi fattori portanti, si devono indirizzare verso progetti integrati di filiera, da effettuare con partenariati a forte connotazione agricola, come: Coldiretti Supermercati specializzati, etc. In tale modo i prodotti possono facilmente raggiungere i vari mercati a diretto vantaggio sia delle piccole imprese che dei consumatori.

In Calabria il sistema economico presenta rilevanti picchi di criticità. Nelle altre regioni, particolarmente in quelle settentrionali, i segnali del particolare stato economico di un settore sono visibili tutti i giorni nella lettura dei quotidiani locali ed attraverso le analisi comparative compiute dalla Banca d'Italia, dall'ISTAT o dalle Camere di Commercio, che informano sull'andamento e sulle probabili tendenze delle attività economiche e produttive. Per la Calabria, invece, poche e dispersive sono le notizie e solo con scarsissima frequenza si accenna a fenomeni economici circoscritti ad un certo periodo, tendenzialmente in aumento o in diminuzione, o meglio ancora, se è cresciuta in un tale mese e diminuita nel successivo.

Sembra che, allo stato, si navighi a vista e né il governo regionale attuale, né altri hanno avuto la responsabilità di intendere l'importanza di una funzione organizzativa di così grande importanza in un settore vitale - quello economico - per segnalare le stabilità positive o negative rispetto ai livelli di partenza molto bassi e magari rispetto a certe contrazioni consecutive. Ovviamente, non si è mai chiesto alle Imprese esistenti e in riferimento ad una normale indagine economica, di calcolare e di comunicare a consuntivo le variazioni tendenziale di una individuata produzione, in un mese precisato, al fine di formulare previsioni di variazioni della stessa produzione per opportune valutazioni. Tutto questo al fine di studiare e formulare dei piani economici regionali e modificativi per il futuro, capaci di stabilizzare e anche migliorare le aspettative di produzione o delle commesse per le imprese.

Ancora, non si è mai dato pensiero se le imprese hanno eseguito tagli drastici di investimenti e non hanno mai accertato fenomeni di cali preoccupanti di occupazione che inevitabilmente si sarebbero trasferiti nei profitti.

Poi, non è stata mai fatta una severa lotta al sistema bancario che opera sul territorio con criteri rigidi, suggerendo politiche convincenti in modo da costringerlo ad applicare spread (utile lordo) sui tassi d'interesse favorevoli, come quelli applicati nelle regioni del nord del Paese. Non è stato mai possibile, di conseguenza , proporre soluzioni efficaci per sviluppare un processo di pianificazione nel settore agricolo, da sempre settore primario di produzione, stimolando la creazione di nuovi prodotti e regolamentando, quanto possibile, il flusso del mercato. In maniera a dir poco 'impropria', attraverso la 'longa manus' di un potere politico attento all'autoconservazione ed al clientelismo sono stati chieste, ottenuti e gestite cospicue risorse comunitarie e pubbliche per le grandi e medie imprese agricole in assenza di una programmazione generale del settore che hanno determinato in misura maggiore serie deviazioni nella produzione.

La verifica delle considerazioni è che in Calabria esistono pochissime realtà produttive rispetto ai grandi finanziamenti pubblici erogati e prestiti agevolati nella garanzia e nei tassi d'interesse applicati. Sembra un paradosso, ma è una verità incontestabile: il fiume dei soldi nazionali ed europei erogati per l'agricoltura calabrese ha avuto come sola finalità quello di strangolarla. Tali risultati si possono capire se si mettono in confronto con quelli della Spagna, della Francia e di altri Paesi europei che hanno fatto dipendere i finanziamenti pubblici da strategie economiche precise. Ma questa non è la sola causa, ne esistono altre dì natura squisitamente organizzativa: chi dirige non ha mai controllato l'operato degli amministratori e quest'ultimi, a loro volta, non hanno controllato i primi.

Altra causa è contenuta nella modifica della natura dei partiti che, nelle trasformazioni deteriorate, sono diventati centri di scelte , clientelismo ed affarismo spicciolo, con la progressiva e sempre meno funzione di essere laboratori di idee e di proposte da parte di iscritti e simpatizzanti. Le istituzioni spendono sempre di più e i cittadini arrancano sempre di più. Il risultato, assai poco pregevole, è che la Regione Calabria occupa le ultime posizioni della scala in Europa in molteplici settori costruiti su parametri di riferimento e quindi fortemente attendibili.

Ogni cittadino deve sapere che in un territorio civile una crisi economica costante e prolungata non può esistere. La regola è che dopo il primo periodo di attuazione è obbligo l'intervento della classe dirigente che dovrebbe correggere le regole economiche esistenti e così apportare le necessarie modificazioni per invertire la flessione rispetto al primo periodo.

E' necessaria un'azione di discontinuità rispetto al passato e una decisa inversione di rotta con politiche tendenti a creare scambi di esperienze, di contatti istituzionali e di idee.

Restando nel settore dell'agricoltura è indispensabile rendersi conto che lo sviluppo della piccola impresa agricola agevola il miglioramento della sicurezza alimentare e anche delle rendite agricole,ciò comporta che le Istituzioni pubbliche si concentrino su tre urgenti interventi. PRIMO: fornire più informazioni possibili sull'andamento dei mercati e sulla tecnologia combinata che migliora qualitativamente e quantitativamente l'agricoltura ed estendere le aree coltivabili in collina. SECONDO: aggregare il piccolo imprenditore che da solo non è in grado di ottemperare alle regole del mercato globale. TERZO: sottoporre i prodotti agricoli a lavorazione allo scopo di incrementare il valore economico e di conseguenza la redditività agricola.

Occorre una svolta della politica regionale che si ispiri a dare priorità a questo tipo di agricoltura nel suo bilancio annuale regionale con strategie reali di sviluppo e di coerenza e dall'altra parte un impegno delle nuove aggregazioni agricole di raggiungere una certa crescita annua nel settore.

E' veramente un errore politico considerare l'agricoltura fondata dalle piccole imprese un settore marginale nello sviluppo economico regionale e non riscoprire tale tipo di agricoltura come priorità perché la piccola impresa in agricoltura ha sempre occupato un ruolo centrale nello sviluppo sostenibile, nel rispetto dell'ambiente e nella qualità del prodotto.

 

L'Ente regionale dovrebbe intervenire sui seguenti ambiti di cooperazione:

1)   potenziamento degli organismi regionali privati basati solamente sulle piccole aziende agricole e piccole imprese di trasformazione e commerciali;

2)   sviluppo della ricerca e dell'organizzazione delle conoscenze nel settore agricolo mediante un maggiore ricorso all'innovazione tecnologica già esistente. Questo sviluppo permetterà di migliorare la produttività e si realizza principalmente coll'organizzazione di apposite fiere agricole;

3)   intervento sulla modificazione delle regole di conversione delle produzioni agricole esistenti.

Sintesi

La Piccola Impresa Agro-forestale in Calabria si configura come un'azienda a conduzione familiare specializzata nella coltivazione di prodotti agricoli, nella silvicoltura e nell'allevamento del bestiame agricolo con ogni attività connessa nel continuo rispetto della natura e per la soddisfazione del consumatore per i suoi prodotti trattati con il metodo inalterato tradizionale delle tecniche del lavoro.

L'esercizio della piccola impresa, pertanto, si differenzia da quella delle altre categorie d' impresa che svolgono un'attività economica esercitata al solo fine della produzione o dello scambio di beni e servizi.

La piccola impresa agro-forestale ha rappresentato nel tempo un riferimento significativo per le attività produttive della Calabria tanto da essere ancora oggi presa in considerazione negli acquisti di tanti consumatori che visitano il nostro territorio. I risultati di tali consorzi dovrebbero essere: 1) creazione di nuove linee tecniche di coltivazione; 2)miglioramento dei prodotti finali; 3)incremento delle informazioni di politica agraria;4) scambio continuo di esperienze maturate tra i piccoli imprenditori. La verifica delle considerazioni è che in Calabria esistono pochissime realtà produttive rispetto ai grandi finanziamenti pubblici erogati e prestiti agevolati nella garanzia e nei tassi d'interesse applicati. Restando nel settore dell'agricoltura è indispensabile rendersi conto che lo sviluppo della piccola impresa agricola agevola il miglioramento della sicurezza alimentare e anche delle rendite agricole,ciò comporta che le Istituzioni pubbliche si concentrino su tre urgenti interventi. E' veramente un errore politico considerare l'agricoltura fondata dalle piccole imprese un settore marginale nello sviluppo economico regionale e non riscoprire tale tipo di agricoltura come priorità perché la piccola impresa in agricoltura ha sempre occupato un ruolo centrale nello sviluppo sostenibile, nel rispetto dell'ambiente e nella qualità del prodotto.

PROPOSTA L'Ente Regione dovrebbe intervenire sui seguenti ambiti di cooperazione:

1)potenziamento degli organismi regionali privati basati solamente sulle piccole aziende agricole e piccole Imprese di trasformazione e commerciali;

2)sviluppo della ricerca e dell'organizzazione delle conoscenze nel settore agricolo mediante un maggiore ricorso all'innovazione tecnologica già esistente. Questo sviluppo permetterà di migliorare la produttività e si realizzerà principalmente con l'organizzazione di apposite fiere agricole:

3)intervento sulla modificazione delle regole di conversione delle produzioni agricole esistenti.