Fogna a mare, interviene la Procura 24-7-2010
Un gran numero di guasti non riparati o riparati tardivamente. Due gli indagati
Fogna a mare, interviene la Procura
Sequestrato il depuratore di Lamezia finito sul dossier di Goletta Verde
Di PASQUALINO RETTURA
LAMEZIA TERME-I liquami della fognatura non convogliavano interamente nel depuratore e finivano in mar e mediante un utilizzo ridotto delle pompe di sollevamento di testa, generando in tal modo un surplus di portata che finiva necessariamente per scolmare, by-passando l'impianto e scaricando in mare. Un quadro grave, secondo la Procura della Repubblica di Lamezia che, evidentemente dopo i dati di Goletta Verde (secondo cui lo scarico a mare era inquinato) ha accelerato l'inchiesta, la seconda sulla piattaforma depurativa di Lamezia.
E così che al termine di una consulenza tecnica depositata dal collegio di consulenti nominati dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Vitello, in cui sarebbe emersa una condizione di irregolare funzionamento del depuratore di Lamezia Terme, dove confluiscono i liquami di Lamezia Terme, Curinga, Falerna, Gizzeria e Filadelfia, l'impianto è stato sequestrato. Due gli indagati: il responsabile di Calabria Ambiente, Francesco Ferreri, che ha gestito l'impianto del Consorzio Asi, e l’architetto Decembrini dell'Ufficio del commissario per l'emergenza ambientale, responsabile unico del procedimento.
La Procura ha pero indicato un termine di 30 giorni dalla data del provvedimento, per l'esecuzione di lavori necessari per porre rimedio al gravo danno ambientale. Sarebbe emersa una errata progettazione (progetto non congruo, poiché ridondante tra quanto previsto e quanto effettivamente necessario), rispetto al servizio fondamentale che doveva essere perseguito dal depuratore, cioè l'ottenimento di una efficiente depurazione tale da garantire un liquame conforme ai limiti di legge ad un costo minimale per il contribuente, sia per una non adeguata gestione dello stesso, in generale, a causa del gran numero di guasti non riparati o riparati tardivamente e/o di sostituzioni, e disattivazioni di parti di impianto, disservizi varie fuori uso sulle apparecchiature. L'indagine del gruppo Guardia di finanza di Lamezia e dei carabinieri del Noe di Catanzaro, è scattata a seguito delle numerose denunce di cittadini e operatori commerciali della costa.
Il Quotidiano
