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Ermanno Aslan Cittadino onorario di Curinga

 Curinga. Secondo lo studioso sono tanti i siti di interesse storico sul territorio
Aslan cittadino onorario
Onorificenza conferita all'archeologo di fama internazionale
Di GIOVANNA TERRANOVA

CURINGA-27-7-21 Il sindaco Domenico Pallaria in una sala consiliare gremita di gente e con la giunta al completo ha conferi­to la cittadinanza onoraria all’archeologo di fama interna­zionale Ermanno Aslan.


Aslan vanta un curriculum invidiabile , fu infatti lo sco­pritore del sito di Scolacium, ha insegnato a Parigi, To­kyo , a Milano e in altre università italiane.  Alla fine degli an­ni '60 dedicò attenzione al sito delle Tenne Romane di Curinga risalenti al settimo secolo avanti Cristo, come egli stesso ha dichiarato «ero ancora uno studente con la divisa militare quando sono sceso in Calabria a scavare nel sito delle Terme Romane».
La serata organizzata nella sala consiliare del comune ol­tre a voler celebrare l'archeo­logo e i suoi studi ha voluto of­frire con il convegno ulteriori spunti sull'archeologia cala­brese e i vari siti presenti nella nostra terra. Un altro obietti­vo è stato quello di mettere di nuovo in luce le ricchezze pre­senti sul territorio curinghese, come ha spiegato lo stesso sindaco che ha sottolineato l'importanza del valore delle Terme Romane, dell'eremo di Sant'Elia, la Chiesa gotica dell'Annunziata , il Palazzo Ducale sostenendo che i beni culturali sono importanti per l'identità di una popolazione e infine ha spiegato che presto sarà aperto il museo di Curinga che sarà importante per l'archeologia.
A parlarne sono intervenu­ti esperti del settore come Simonetta Bonomi soprinten­dente per i beni archeologici in Calabria la quale ha auspicato che le varie relazioni lette in quella sede venissero pubblicate per lasciare una trac­cia concreta del convegno. A seguire hanno esposto le loro relazioni Chiara Raimondo che ha parlato nel dettaglio delle Terme di Curinga alla lu­ce degli scavi del 2005 e del 2007.
Roberto Spadea della so­printendenza per i beni ar­cheologici della Calabria, il quale ha parlato del balneum di Capo Colonna. Successivamente c'è stato l'intervento di Claudio Sabbione sempre della soprintendenza dei beni ar­cheologici della Calabria ha parlato delle torme del casino Macrì di Locri. Eleonora Gril­lo , archeologa ha esposto la relazione sulle torme in con­trada Petrera di Locri. A se­guire ha parlato Massimo Cardosa delle terme di Casignana sono di più recente costruzione. Silvana lannelli sempre della soprintendenza dei beni culturali in Calabria ha esposto la relazione sulle torme del complesso di S. Aloè di Vibo Valentia. Stefania Mancuso dell’Università della Calabria ha parlato della valo­rizzazione delle terme e della costruzione di percorsi di fruizione. La quale inoltre ha offerto una "chicca" portando dei documenti inediti che attestano che al tempo del sindaco Bevilacqua, i Perugini aveva­no dato disponibilità ad effet­tuare gli scavi nelle loro tenuta e avevano catalogato tutto ciò che avevano rinvenuto nel corso degli anni. Quindi una testimonianza importante del 1878, inoltre un altro docu­mento attesta che nel 1879 si fece la prima inaugurazione delle terme romane.

Il Quotidiano