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Mare - tratti non balneabili- 17-7-2010

Nessuna bandiera rossa a Falerna e Gizzeria. Monitorati anche i corsi d'acqua che arrivano a mare
Sette tratti non balneabili
Sono cinque i Comuni interessati dai divieti posti dal ministero dell’Ambiente

SONO sette i tratti di litora­le non balneabili sul Tirre­no lametino, per una lun­ghezza complessiva di 5.714 metri.
Sui trentaquattro chilo­metri di costa disponibili complessivamente nei cin­que comuni costieri del la­metino, la lunghezza di tut­te le spiagge balneabili su­pera i 28 Km. Questo se­condo quanto osservato dal geologo Mario Pileggi che ha raccolto i dati dal si­to del ministero dell'am­biente.


Non è poco, secondo Ma­rio Pileggi, se si considera che corrisponde alla lun­ghezza della costa balnea­bile nelle due province di Caserta e Massa Carrara, e che le spiagge del Tirreno catanzarese presentano caratteristiche meteo climatiche ed idrogeomorfologiche anche di grande inte­resse turistico.
Rispetto alla condizione della stagione balneare precedente si registra una riduzione di tre tratti e cir­ca 1,7 km di divieti in me­no, un dato che comunque deve lasciare soddisfatte le amministrazioni dell'hinterland lametino. I tre co­muni costieri del Tirreno catanzarese attualmente interessati dai divieti di balneazione sono: Curinga: con un tratto posto a 500 m Nord Torrente S. Eufrasia e lungo metri 1.604. Lamezia Terme con cinque tratti posti: da 200 m a de­stra a 200 m a sinistra Foce del Fiume Amato della lun­ghezza di metri 400; da 200 m a Destra Foce Fiume Ba­gni a 200 m a Sinistra Foce Fiume Bagni della lunghezza di metri 400; a 200 m a Nord Fiume Amato del­la lunghezza di metri 853; 200 m a Sud Fiume Amato della lunghezza di metri 847; Direzione Stazione FFSS S. Pietro a Maida del­la lunghezza di metri 1210. Nocera Tirinese con un tratto della lunghezza di metri 400 compreso tra 200 m in Destra e 200 m Si­nistra della Foce, del Fiume Savuto.
Come negli anni scorsi sul litorale del comune di Falerna non sono stati po­sti divieti di balneazione. Senza divieti anche i litora­li del comune di Gizzeria. Il dato sui divieti di balnea­zione, anche se inferiore ri­spetto a quello relativo, del­la stagione balneare scor­sa, resta rilevante sia per l'elevato pregio e preziosità di ogni metro di spiaggia calabrese sia per il fatto che gli stessi divieti, in genere, sono posti in prossimità delle foci di corsi d'acqua con bacini non molto este­si. E, quindi, possono e de­vono essere risanati con puntuali ed adeguati inter­venti.
Utili in questa prospetti­va di risanamento sono le novità di recente introdotte anche sulle modalità d'in­formazione in tempo reale sulla balneabilità da parte del ministero della salute che oltre alla rappresentazione con immagini forni­sce anche i dati delle analisi delle acque di ogni singolo tratto. I tredici corsi d'ac­qua che attraversano i 160 km chilometri quadrati del solo territorio comunale di Lamezia Terme, come ad esempio il Bagni e l'Amato nei quali confluiscono altri numerosi corsi d'acqua co­me il Cantagalli, il Piazza, il Canne, il S. Ippolito, alimentano importanti falde idriche. La condizione dei tredici corsi d'acqua che at­traversano da nord a sud il territorio di Lamezia e lo stato delle falde idriche dal­le quali traggono origine sorgenti con portate di mi­liardi di litri d'acqua oligo­minerale l'anno, non pos­sono essere separate dal problema delle acque del mare.
Dal confronto dei dati re­lativi ai divieti e alle dispo­nibilità con quelli delle al­tre realtà italiane emerge che la balneabilità dei mari calabresi non è da meno di quelle classificate e pre­miate tra le più virtuose.

Il Quotidiano