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Duecento anni dopo: Gioacchino Murat

Duecento anni dopo, Pizzo fa festa in memoria del giorno in cui arrivò il re Gioacchino Murat

di ANNAMARIA PAGNOTTA

UN ANNIVERSARIO importante per Pizzo ma, soprattutto, per uno dei beni simbolo della sua impor­tante storia: ricorre infatti il 25 maggio il bicentenario della pri­ma venuta del re Gioacchino Mu­rat a Pizzo e della donazione, da parte di quest'ultimo, dell'ingen­te somma che permise la ricostru­zione della Chiesa Matrice di San Giorgio gravemente danneggia­ta dal terremoto del 1783.

Correva, infatti, l'anno 1810 quando Joachim Murat, seguito da uno stuolo di generali e dignitari di corte, fece la sua prima visi­ta all'allora Pizzo di Calabria. Era, lo raccontano le svariate testimo­nianze storiche giunte ai posteri, un uomo ben differente da quello che cinque anni dopo, l'8 ottobre del 1815, ritornerà in città per trovarvi la morte. In occasione della sua prima venuta, infatti, era il Re di Napoli giunto in Calabria per preparare la conquista della Sici­lia governata, sotto la protezione della flotta inglese, dalla dinastia Borbonica. Si chiamava di diritto re delle Due Sicilie e voleva diven­tarlo anche di fatto. Giunto al centro della cittadina, venne portato a visitare la Chiesa Matrice di San Giorgio Martire (che ancor oggi ne accoglie le spoglie) dove incon­trò il canonico dell'epoca, don Tommaso Antonio Masdea, deca­no dell'insigne Collegiata che, ignaro della triste sorte che avreb­be visto soccombere il sovrano, colse l’occasione per chiedere al di­gnitario un aiuto per il ripristino della Chiesa cittadina, semidistrutta dal terremoto del 1783. Accolta favorevolmente la richie­sta, Murat emanò un decreto ad hoc a sostegno della collegiata, ancor'oggi, conservato in copia nel suo zibaldone.

Due avvenimenti che hanno se­gnato la storia e la cultura della città sono, quindi, quelli verificatisi il 25 maggio 1810 e che, con il consueto slancio ed entusiasmo, verranno celebrati e ricordati nel­le commemorazioni in program­ma per il martedì prossimo, organizzate dall'associazione cultura­le "G. Murat Onlus".

Strutturate su due momenti, le manifestazione prenderanno il via alle 11 presso il Liceo Morelli di Vibo Valentia con la presentazio­ne dell'evento ai giovani della pro­vincia. Interverranno, quali rela­tori, Michele Miele - professore dell'Università Federico II di Na­poli, Roberto Agostino Carrabba, storico murattiano vibonese, e Bruno Matacena, storico e ricer­catore degli Archivi di Stato di Na­poli.

La seconda parte della manife­stazione, invece, partirà nel pomeriggio, alle 17, con il convegno su "La Chiesa nel Decennio France­se" in programma nell'ampia sala annessa al Museo del Mare di Piz­zo Marina.

Moderato da Domenico Borace, direttore del Comitato Scientifico dell'Associazione Murat Onlus, alla presenza del sindaco della città Fernando Nicotra e del presi­dente della Murat Onlus Giuseppe Pagnotta, l'evento vedrà ospiti: il Console Generale di Francia a Napoli Denis Barbet, gli assessori re­gionali Mario Caligiuri e Francescantonio Stillitani, i consiglieri regionali Nazareno Salerno ed Alfonsino Grillo. Interverranno co­me relatori: Michele Miele, mons. Francesco Milito, docente di Sto­ria della Chiesa Antica e Archeolo­gia Cristiana e di Storia della Chie­sa in Calabria - Pontificia Facoltà dell'Italia Meridionale - Istituto Teologico Calabro' "S. Pio X"di Catanzaro, Don Filippo Ramondino, direttore dell'Archivio Vescovile della Diocesi di Mileto - Nicotera e Tropea, Agostino Roberto Car­rabba e Bruno Matacena.

Al termine dell'evento il "Reale Gruppo Storico G. Murat", diretto da Ruggero Antonio Ceravolo, da­rà vita ad una piccola rievocazione storica - in costumi dell'epoca murattiana - in ricordo degli eventi celebrati ed, in particolare, della donazione che - elargita dal sovra­no - consentì la ricostruzione e, quindi, la ripresa delle attività re­ligiose del principale luogo di cul­to cittadino.

Il Quotidiano