Curinga per non dimenticare
Curinga Intestate le strade a chi ha dato un contributo alla comunità
Sei persone che non si possono dimenticare
CURINGA 28 07 2011. Intestate alcune strade cittadine a personalità di Curinga e a tre concittadini che hanno donato i loro organi. Sei le persone da ricordare: Vincenzo Sgromo, Pietro Perugino, Letizia Senese, Vincenzo Sestito, Rosetta Catanzaro ed Elisabetta Anania. All'incontro il sindaco Domenico Pallaria, gli assessori Daniela Gullo e Barbara Serratore, Pellegrino Mancini coordinatore regionale del Centro trapianti e padre Pasquale Pitari cappellano dell'ospedale "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro. Inizialmente sono state tratteggiatele biografie di ciascuno. Vincenzo Sgromo, professore e direttore didattico. Il suo intendimento principale è stato sempre quello di operare per il bene di tutti. Pietro Perugino era titolare di un'impresa d'impianti irrigui quando a 51 anni è stato colpito da un ictus. I familiari hanno autorizzato l'espianto degli organi che, considerata la sua condotta di vita, sarebbe stata anche la sua volontà. Letizia Senese viveva a San Pietro a Maida, dal carattere fermo ha frequentato le scuole con profitto, iscrivendosi in lettere e Filosofia all’Università di Bologna. Altruista e molto solidale con le persone sofferenti, non sopportava le ingiustizie e chi approfittava degli altri. Amava la vita come i tutti i giovani della sua età, ma a 21 anni un aneurisma improvviso l'ha strappata all'affetto dei suoi cari, che quando ormai non c'era più nulla da fare hanno acconsentito a donare i suoi organi. Vincenzo Sestito ha insegnato per oltre mezzo secolo ed era stato l'educatore per antonomasia, convinto che l'educazione e le conoscenze impartite nella scuola elementare per gli alunni sarebbero state fondamentali per tutta la vita. Rosetta Catanzaro laureata in scienze biologiche all'Università di Messina, sposata e in attesa del suo secondo figlio, a 35 anni fu colta da un malore perdendo conoscenza e non si svegliò più. Ma il bambino che portava in grembo fu salvato. I suoi organi donati. Elisabetta Anania nata a Curinga nell'ottobre del 1906 era farmacista. La sua profonda fede le fece concepire la sua professione come missione nei confronti di tutti coloro che avevano necessità di cure. La farmacia di Curinga si trasformò in un piccolo grande pronto soccorso, un enorme aiuto per i curinghesi. Gazzetta del Sud
