Scuola Calcio Acconia 2011 2012
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Scuola Calcio Acconia: una comunità tra amicizia e solidarietà. |


Una solenne santa messa celebrata da Don Carlo Cittadino, parroco del luogo, che ha avuto tra tutte le sue intenzioni, anche quella di benedire sotto ogni aspetto tutti i ragazzi facenti parte di questa Scuola calcio, augurando loro “importanti traguardi sportivi” e non solo.

Una partecipazione attiva di questi ragazzini che, abilmente coinvolti da don Carlo durante l’omelia, sono intervenuti ed hanno risposto alle varie domande che il Parroco, attraverso la lettura del vangelo del giorno proponeva a tutti i ragazzi presenti. In risalto l’alto valore della vita e il modo di difenderla da quei mali che spesso l’uomo stesso crea. La droga, il fumo, l’alcool e “l’inosservanza dei dieci comandamenti”, come ha osservato nella sua semplicità e nella sua fede cristiana, un ragazzo della scuola calcio; è contro questi che bisogna lottare per rendere sia la vita propria che quella degli altri più cristiana e più civile possibile. Lo sport in ciò, ha una funzione importantissima perché è l'attività che meglio ci aiuta ad uscirne fuori e, il volerlo praticare fin dalla giovane età, può essere il deterrente giusto per potervi riuscire.

Oggi ad Acconia, abbiamo avuto la conferma che le cose migliori arrivano sempre o quasi sempre dalla periferia, da dove cioè la solidarietà umana ha un significato molto più profondo che in altre realtà. Lì dove ognuno conosce "tutto di tutti" e dove ognuno sa rendersi partecipe nella giusta misura delle disgrazie o delle gioie dei suoi simili, si è perpetrato oggi un evento di alta concezione morale. Quello che si è verificato oggi ad Acconia con la Scuola Calcio, costituisce un esempio comportamentale che bisognerebbe portare a modello di vita per tutti quelli che si accingono a fare sport, soprattutto nei posti in cui sono coinvolti ragazzini in giovanissima età. Una missione e non un mestiere, quello di “guidare” i giovani calciatori verso una attività che impone di suo rigide regole comportamentali ma che debbono però essere ben indirizzate fin da subito verso finalità costruttive non solo nei confronti di se stessi ma anche nei confronti di quelli che stanno intorno. Di solito, in queste attività sportive, c’è chi preferisce insegnare tecnica calcistica, c’è chi invece indirizza le sue lezioni sulla tattica e chi sulla resistenza fisica dei giovani atleti trascurando magari l’aspetto fondamentale della "socializzazione". La dirigenza della “Scuola Calcio Acconia”, pur non trascurando nessuno di questi aspetti tecnici, ha voluto invece partire dai “fondamentali” della formazione umana che si basa sulla moralità e sull’etica comportamentale. Oggi, non una riunione tecnica ma una “comunione di intenti morali” attraverso un evento che ha coinvolto una intera comunità, a partire dal parroco Don Carlo per passare poi ai genitori e ai piccoli atleti in erba che, per la prima volta cominciano a far parte di un gruppo, e che imparano a capire concetti importanti come “amicizia”, “comunità” e “solidarietà”. Apprezzabile il gesto di questa giovane dirigenza sportiva che antepone al fatto sportivo in se, l’aspetto socializzante tra i ragazzi del luogo, provando a non creare rivalità e a smussare le competizioni che, inevitabilmente si creano. Senza alcuna pretesa, ragazzi come Gabriele e Salvatore De Pace, Francesco Michienzi, sig. Pungitore e tanti altri che è difficile ricordare, hanno deciso di dedicare gran parte del loro tempo ai ragazzini cercando di essere per loro guida, riferimento ed esempio di vita. A queste persone in particolare, va un ringraziamento da parte di tutti ed un “in bocca al lupo” per traguardi sempre migliori nella attività che hanno scelto di portare avanti come gruppo dirigente. Non ambiziosi obiettivi sportivi ma sicuramente grande cura della formazione morale e fisica di questi giovani “marmotte” che, coscientemente seguiranno ciò che i loro dirigenti e i loro istruttori tecnici cercheranno di insegnare loro.
Non solo quindi, una scuola di calcio ma anche e soprattutto una scuola di vita. Tecnici e Preparatori atletici come Bruno Tamburro, Danilo Fanello e Davide Piraina, sapranno coinvolgere costruttivamente tutti questi ragazzini che, reduci dalla esperienza positiva maturata la scorsa stagione, col passa parola, hanno fatto si che la Scuola Calcio raddoppiasse i suoi iscritti, segno migliore per il buon lavoro eseguito.
Siamo convinti che l'ambiente è quello giusto, ci ha tenuto a sottolineare Danilo Fanello che ha già avuto modo di conoscere il materile umano sul quale lavorare, e di questo ne è già soddisfatto.
Un buon lavoro anche per lui e per gli altri tecnici che lo affiancheranno in questo piacevole ma impegnativo lavoro di "insegnamenti di vita" perchè siamo convinti che faranno di tutto affinchè tutti i ragazzi partecipanti potranno sempre uscire sorridenti dal loro terreno di gioco, indipendentemente dal risultato sportivo ottenuto.
Er. Ga.



